Mocassini e tracolle Guarda chi si rivede…

cafenoir-acc-ai13_14-001 Nei primi anni Settanta il prêt è porter conquistò il pubblico. La moda degli stilisti era «contro couturiers», commercializzabile e contro le convenzioni che destinavano diverse tipologie d’indumenti a occasioni sociali differenti lasciando spazio a un abbigliamento eclettico che combinava capi dallo stile e dalla provenienza più diversa. Walter Albini, figura chiave del prêt à porter italiano, scelse la strada del revival costruendo una versione moderna dello stile raffinato e aristocratico di primo Novecento. Capì per primo che la moda doveva ripercorrere il proprio passato per trovare il futuro.
È con questa filosofia e con accessori di classe ispirati alla fine degli anni Sessanta e ai Settanta che il made in Italy proverà a tornare assoluto protagonista della moda del prossimo inverno. Nel guardaroba degli accessori delle donne non potranno mancare tracolle minimaliste, bustine per la sera possibilmente compatibili con iPad mini (Etro, Fendi), mocassini con nappine (Max Mara), anfibi (Fausto Puglisi) e stivaletti (N˚21), cuissard (Alberta Ferretti) e stivali sotto il ginocchio (Luisa Beccaria), cinture per tenere su gonne e pantaloni a vita alta (Andrea Incontri, Etro). Tra le tracolle evocativa la Janis Bag in vitello di Serapian. Utile, leggera e compatta è adatta a qualsiasi momento della giornata. Contaminazione di Jean Prouvé e Courrèges, della moda e del design di fine anni ’60 per le borse di Sara Battaglia dedicate alle donne che a quell’accessorio richiedono stile ed estrema praticità.
Come sempre le linee rigorose e le geometrie definite sono addolcite dalle frange, caratteristica del brand. Frange su pellami diversi anche per Eva di Orciani (bellissima anche la collezione di cinture), una borsa essenziale che torna per la seconda stagione in due nuovi modelli, maxi e cross-body. Richiamo agli anni Sessanta per Gherardini che, in occasione dei 130 anni, espone nella boutique di via della Spiga la Mona Lisa di Andy Warhol a fianco della Bellina, discendente della borsa-bauletto Bellona (la «bella figliola») creata dagli artigiani fiorentini nel 1967. Infine pochette e bustine nella nuova collezione di feline di Elena Ghisellini, indispensabili per i must tecnologici della donna contemporanea.
Ai piedi di questa donna vedremo il mocassino Neema di Church’s in vitello spazzolato e fondo carroarmato con frange e nappine; vedremo gli stivali, alti e bassi, e gli stivaletti in visone rasato di Cesare Casadei ispirato dai cambiamenti di fine anni Sessanta che rivivono nelle suole carro armato, nella pelle nera opaca e nelle chiusure a fibbia; vedremo uno stivaletto bicolore lanciato nel 1975 da Fratelli Rossetti che si rifà agli insegnamenti della Bauhaus, a dimostrazione che un design razionale crea classici senza tempo. E ancora spazio al cuissard e al tronchetto grafico in camoscio multitono di Gianvito Rossi ( nella foto ) e allo stivale in velluto screziato rosa cipria firmato da Ballin per i suoi 70 anni. Sorprendono al tatto lo stivale damascato e quello patchwork cucito a mano con tacco a cono di Santoni. Danno un tocco di glamour i modelli glitter proposti da L’Autre Chose, capace di trasformare il rigore quotidiano in spensieratezza.
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